alla ricerca della verità

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sabato 29 marzo 2008

Biutiful Cauntri

l'emergenza rifiuti a Napoli dura da 14 anni. non è una fase transitoria, è la realtà di una Regione. meglio dire di una Nazione, visto che gli alimentari "made in Italy" cominciano a non esser visti di buon occhio sui mercati internazionali. la mozzarella alla diossina è l'esempio sulla bocca di tutti ma c'è molto altro.



83 minuti per riflettere, guidati da Raffaele Del Giudice nel triangolo della morte Villaricca - Giugliano - Acerra. è il docufilm di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: "Dopo averlo visto, nessuno potrà più dire che non sapeva".

da un giro d'affari che fa impallidire il traffico di eroina e cocaina, emerge un solo nome: Fibe Impreglio (famiglia Romiti), il resto sarà compito della magistratura e delle inchieste.

nel frattempo ci sono contadini che distruggono le proprie piante col trattore perchè nono hanno il coraggio di vendere al mercato frutta contaminata e allevatori realisti: "Ci stanno facendo morire come le pecore. Lentamente".

lunedì 10 marzo 2008

io sono leggenda

spunta in rete un finale alternativo del film "Io sono leggenda". un finale girato dallo stesso regista Francis Lawrence ma poi sostituito in fase di montaggio. un caso che ricorda molto il "director's cut" di Blade Runner.
chiaramente cambia il senso del film, non cambierà certo il successo registrato dalla pellicola anzi, la renderà forse ancor più interessante.
li riprortiamo di seguito entrambi, cominciando da quello ufficiale, ossia quello andato in onda nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

OFFICIAL ENDING:


ALTERNATIVE ENDING:

giovedì 21 febbraio 2008

cloverfield (campo di trifogli)

sopra: la locandina del film "1997: fuga da new york", un omaggio alla pellicola che ha dato l'idea di mozzare la testa alla statua della libertà come avviene anche in cloverfield

credo che cloverfield sia il classico film che o si ama o si odia (al termine della proiezione qualcuno se ne è andato rilasciando commenti stile fantozzi sulla corrazzata potemkin "che cagata pazzesca!") e premetto subito che a me è piaciuto davvero tanto.
la storia è vecchia quasi quanto il cinema: un ragazzo riesce a conquistare la ragazza più dolce e carina fin dai tempi del liceo, in pochi giorni manda tutto a puttane e una creatura gigantesca tipo Gozilla salta fuori dal nulla e mette a ferro e fuoco l'intera Manhattan. fin dalla prima scena di devastazione la memoria richiama subito alla mente le immagini della tragedia del 11 settembre (le esplosioni dei grattacieli, la densa polvere grigia che invade le strade, le masse di folla urlante) e probabilmente anche questo favorisce l'immediata immedesimazione dello spettatore.
per chi non lo sapesse il film è girato interamente con una videocamera portatile, per cui la prospettiva è quella di uno dei ragazzi protagonisti che si preoccupa di documentare l’intera vicenda a beneficio dei posteri. qualcuno ha criticato le inquadrature ballerine, definendole da voltastomaco, ma è proprio qui che risiede la forza straordinaria del film. in realtà le inquadrature non sono mai gratuite e nulla è lasciato al caso. la regia è sapiente nella sua capacità di combinare spontaneità e riprese artisticamente eccellenti.
cloverfield è sicuramente una pellicola figlia dei nostri tempi: si ha un po’ l’impressione di essere in un cinema 3D e un po’ di giocare a un RPG con una console di ultima generazione. ma state certi che non rimpiangerete l’assenza ne degli occhialini, ne delle poltrone che vi sballottano, ne del vostro joypad.
il limite del film potrebbe essere che vedendolo a casa (a meno che non si disponga di un impianto home theatre modello “vicini incazzati neri”) perda gran parte della sua capacità di coinvolgere. ma al cinema di fronte a un megaschermo e con un dolby surrond da paura è una scarica di adrenalina pura e uno di quei rari casi in cui in sala ci si ritrova senza accorgersene a bocca aperta e con la lattina della vostra bibita stritolata in mano.
se non si fosse capito… vi consiglio di correre al cinema!

venerdì 28 dicembre 2007

Schumacher re della biga


il 30 gennaio 2008 uscirà il 3° episodio cinemato-grafico del folletto gallo: Asterix alle Olimpiadi. nella nuova fatica transalpina ci sarà il ritorno alle gare di Michael Schumacher. al volante di un bolide rosso con tanto di Jean Todt a guidarlo dai box, l'asso tedesco sarà impegnato in un'estenuante corsa di bighe!
il film vanta inoltre la partecipazione di Zidane, Beckham e Amelie Mauresmo. uno dei motivi questo che ha portato già un record alla pellicola: in Francia non erano mai stati spesi 78 milioni di euro per produrre un film.

venerdì 30 marzo 2007

anche Rambo non ce la fa più!

dopo 26 anni Sly ha bisogno della controfigura. Rambo I uscì nel 1982, a maggio 2008 uscirà Rambo IV e sarà sempre interpretato dal 61enne italo-americano. il fisico però non è più quello di un tempo e il nuovo Rambo ha molti più muscoli del suo predecessore. le scene di combattimento e di sesso saranno dunque interpretate da un giovanotto di 30 anni: il sosia (a destra nella foto) scelto da Stallone in persona e sempre presente sul luogo delle riprese.



«molto più tonico, sportivo e carino», notano ironicamente i tabloid britannici.

domenica 11 marzo 2007

Death of a president - Morte di un presidente (nelle sale dal 16 marzo)

Death of a President, vincitore del Premio Internazionale della Critica al Festival di Toronto, è una sorta di documentario televisivo in onda nel 2008 che ripercorre i tragici eventi del 19 ottobre 2007, giorno in cui George W. Bush è stato assassinato a Chicago.

La pellicola non si propone come un attacco facile e gratuito al governo americano nella figura del suo Presidente bensì come un'opera di grande spessore artistico destinata a far riflettere sulla realtà post 11 settembre con cui ci confrontiamo tutti i giorni. La premessa può certo apparire oltraggiosa ma lo stesso regista britannico Gabriel Range ci ricorda come spesso "il fatto che l'arte sia oltraggiosa, sia non solo accettabile ma necessario".

E continua: "Viviamo in un periodo di grande paura. Quando la gente ha paura, entra nel panico e spesso fa cose di cui poi si pente - ad esempio, l'incarcerazione dei giapponesi-americani durante la seconda Guerra Mondiale. [...] Ciò che maggiormente mi disturba riguardo quello che sta accadendo oggi è la compiacenza. Accadono cose terribili e nessuno le nota. È mia convinzione che questa compiacenza sia largamente dovuta al modo in cui i media presentano i fatti. Essendo stato anch'io per lungo tempo un giornalista televisivo, so molto bene di cosa parlo. Sono inglese, ma ho passato moltissimo tempo negli Stati Uniti, sia come residente che come giornalista. Ho molti amici qui, molti dei quali hanno dei famigliari che sono stati impegnati o lo sono tuttora in Iraq. Sento di avere un legame molto forte con questo paese. Ciò che volevo fare con questo film era offrire un'altra prospettiva su quanto è accaduto negli ultimi cinque anni, e vedere come la Guerra del terrore, e l'invasione dell'Iraq stiano cambiando l'America".

mercoledì 7 marzo 2007

I don't like the drugs but the drugs like me. O viceversa?

Le droghe «fanno divertire un sacco. Per questo la gente si droga, perché è divertente». Lo ha detto l'attrice Sienna Miller in un’intervista al Guardian a poche settimane dall'uscita del film «Factory Girl», in cui interpreta Edie Sedgwick, la musa di Andy Warhol dedita alla droga e ad ogni altro genere di dipendenza, tanto da morire giovanissima all’età di 28 anni.

venerdì 29 dicembre 2006

the prestige

Quanto un giro sull’ottovolante che ogni tanto si ferma, e noi sospesi a testa in giù: The Prestige. Come una chiacchierata con quel parente simpaticamente cialtrone, che ci racconta un sacco di fregnacce e poi sparisce fino al cenone successivo: The Prestige. Come e più di una sugosa peperonata: The Prestige. The Prestige, qualcuno direbbe, è roba buona. Magari laboriosa, fumosa ma piacevole al gusto e persino divertente per l’intelletto. Vogliamo rovinarci: addirittura stimolante per l’intelletto. Se si riesce a dipanare mentalmente la trama con un po’ di anticipo sul finale ci si può dedicare alla speculazione sui 43 temi sottesi alla sceneggiatura: l’ambizione, l’illusione, il doppio, la maschera, l’amore, la vendetta, l’arte persino… Tutti accennati, in verità, e qui sta il pregio e in parte il limite del film nel suo complesso: la carne al fuoco è tantissima, a livello visivo, narrativo, concettuale: naturale che il film risulti una sarabanda confusa e avvincente, più che una storia piacevole e ben costruita. Ma c’è maestria nel modo in cui lo spettatore viene catturato e gettato in mezzo a un intreccio contorto, popolato da specchi, ombre, illusioni di ogni genere. Probabilmente è quello del piccolo giallista il maggior godimento che si trae. Gli sceneggiatori ci hanno sfidato a scoprire i loro trucchi allo stesso modo di un prestigiatore che sega una donna in due sotto il nostro naso… (lupa)

The Prestige è come una bella macchina sportiva rossa fiammante appena tirata a lucido che certo fa una gran scena ma ahimè ha grossi problemi al carburatore, perde colpi e di tanto in tanto si spegne...eh si, perchè The Prestige è così: ha appeal, ha un bel intreccio, propone spunti senza dubbio interessanti ma spesso, troppo spesso, rallenta eccessivamente. Anche se la trama è in grado di avvincere a tratti lo spettatore, ciò avviene più per la sua complessità (come sottolineano gli eureka che si levano a tratti in sala) che non per la capacità di coinvolgere e immedesimare. Insomma il film non riesce mai a rapire ed appassionare sinceramente l’utente pagante.
Forse parte della reponsabilità è da attribuire al fatto che il regista punta tutto sulla tematica del doppio e dello sdoppiamento, ampliamente sfruttata nella tradizione filmica, senza riuscire nell'intento di proporla sotto una luce veramente nuova e originale (cosa d'altro canto mi rendo conto pressochè impossibile); ma la scusa certo non basta a salvare C. Nolan, tanto più se si considera il cast a disposizione. Velo da stendere poi su alcune trovate veramente improbabili, al limite (o forse al di là) del comico. Su tutte la scoperta di un sosia perfetto di uno dei due protagonisti (Hugh Jackman) in un bar dei sobborghi londinesi, che prenderà il suo posto sul palcoscenico. Se non è magia questa... (lonza)


Tutto si basa sull’illusione. non confondiamo magia ed illusione. The Prestige è una sfida, non solo tra i 2 protagonisti del film va oltre lo schermo, è cerebrale: riuscirà il regista ad ingannare il pubblico? o come direbbe un buon “ingenieur”: vorrà il pubblico farsi ingannare?
Eroe ed Antieroe, queste sono le classiche figure retoriche in una storia. in questa sceneggiatura amabilmente si confondono in un continuo intreccio. chi è il buono? chi è il cattivo? Lo spettatore non riesce ad immedesimarsi perché non sa da che parte stare. a chi sorride la ragione? perché solo 100 volte? troppe domande, a cui nemmeno la scienza riesce a dare risposta perché: “la scienza non è una scienza esatta!”. Tesla ci confonde, un ammaliante Bowie si fa scienziato e filosofo: “il mondo non è pronto per il futuro”, forse è proprio questa la verità. (leone)