alla ricerca della verità

venerdì 16 novembre 2007

la CLASS ACTION per errore - capitolo II

Innanzitutto sgombriamo il campo da ogni possibile equivoco. Riporto per chi non sapesse di che si sta parlando la definizione di CLASS ACTION proposta da wikipedia:

Un'azione collettiva, che negli Stati Uniti è conosciuta come "class action", è un'azione legale condotta da uno o più soggetti che, membri della classe, chiedono che la soluzione di una questione comune di fatto o di diritto avvenga con effetti ultra partes per tutti i componenti presenti e futuri della classe. Gli altri soggetti della medesima possono chiedere di non avvantagiarsi dell'azione altrui (esperendone una propria) esercitando l'opt-out right, oppure possono rimanere inerti avvantaggiandosi dell'attività processuale altrui che avviene sulla base del modello rappresentativo. Con l'azione rappresentativa (class actions) si possono anche esercitare pretese risarcitorie per esempio nei casi di illecito plurioffensivo, ma lo strumento oltre alle ben note funzioni di deterrenza realizza anche indubbi vantaggi di economia processuale e di riduzione della spesa pubblica. L'azione rappresentativa è il modo migliore con cui i semplici cittadini possano essere tutelati e risarciti dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrá essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell'identica situazione dell'attore.

Potete ben comprendere dunque quanto ci si trovi di fronte a uno strumento a dir poco diabolico. E altrettanto comprensibile è il pianto a dirotto del parlamentare forzaitaliota che per errore ha approvato un tale emendatio diaboli.
E come non intenerirsi poi davanti alla nostra povera cara Confindustria che dopo il fattaccio si è affrettata a definire il testo approvato dal Senato "un atto grave di ostilità" alle imprese, perché le mette nelle condizioni di "subire ricatti di ogni tipo". In particolare, secondo gli imprenditori, queste azioni, nel caso di società quotate, potrebbero portare a turbative di mercato.

Il messaggio è chiaro:
Il consumatore pensi solo a consumare.
E mentre lo fa veda di non rompere i coglioni.

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